Tale ambivalenza affettiva trova il culmine nell’antropofagia, in cui il soggetto incorpora l’oggetto – distruggendolo – per appropriarsi delle sue qualità. Ad un universo arcaico di oralità perversa possono attribuirsi i più gravi delitti dell’umanità, come i genocidi, la Shoah ecc. Al contrario dei tratti di carattere orali, sublimati, possono rivelarsi molto proficui per l’individuo e per la società, fino all’eroismo. E’ ovvio rilevare che nel pasto eucaristico è Cristo che ci assimila a Sé, e non viceversa.
2009
“L’uomo che si mangia i piedi”. Dall’incubo adolescenziale di una anoressica.
ZIPPARRI Salvatore· ConferenzaFrancese ·2009 Saint-Maurice, Lausanne